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HUMUS

Job Sharing per le imprese agricole

  • job sharing
  • job matching
  • migranti
  • lavoro nero
  • caporalato
  • Lavoro dignitoso e crescita economica
  • Consumo e produzione responsabili
Tipologia d'impresa Sviluppo del territorio
Fase di sviluppo
Seed
Obiettivo raccolta
100.000 €
Obiettivo minimo

50.000 €

Obiettivo massimo

100.000 €

Strumento finanziario

Equity

Investitore professionale

Incentivo fiscale

Startup innovativa - 40%

Min

100,00 €

Max

100.000,00 €

Startup innovativa - 40%

Attenzione: la manifestazione di interesse non ha carattere vincolante nè determina alcuna prelazione o diritto rispetto agli altri utenti. Verrai incluso nella mailing list ed avvisato dell’inizio della raccolta.

MI INTERESSA

Presentazione

Humus è la prima rete di Job Sharing dedicata alle piccole e medie aziende agricole interessate a condividere la forza lavoro nel rispetto della sostenibilità aziendale e dei diritti dei lavoratori.

Startup innovativa a vocazione sociale, la mission di Humus è contrastare il lavoro sommerso ed il caporalato in agricoltura fornendo agli imprenditori agricoli la possibilità di accedere ad una rete di lavoratori stagionali e non, regolarmente assunti e propriamente formati. 

Le aziende agricole che sottoscrivono specifici contratti di rete territoriali possono far fronte ai picchi legati alla stagionalità delle produzioni richiedendo manodopera qualificata ad Humus.

L’azienda agricola impiegherà il lavoratore solo per le proprie necessità legate ai cicli di produzione stagionale e a fine mese pagherà il lavoratore in base alle ore di lavoro svolto. Contemporaneamente, il lavoratore sarà tutelato da un maggiore stabilità economica e da un contratto regolare e continuativo, sostenuto da tutte le aziende agricole della rete che l’avranno assunto per periodi più o meno brevi.

Humus si occupa di tutte le pratiche di consulenza del lavoro della rete di imprese agricole, perché la scelta responsabile dell’imprenditore agricolo non sia per lui un peso.
Humus, inoltre, è sempre a disposizione dell’azienda e del lavoratore per risolvere e mediare le eventuali situazioni di incomprensione generate dalle differenze culturali, per evitare che diventino un ostacolo alla buona relazione lavorativa.

Lo scopo di questa campagna crowdfunding è di reperire il capitale necessario ad avviare e strutturare l’attività, testare il business model e costruire delle solide basi per una crescita capillare su tutto il territorio. Il percorso di crescita prevede molteplici step e a ciascuno di questi è dedicato uno specifico round di finanziamenti.


☎️ Hai domande sul progetto? Prenota un appuntamento telefonico con Sonia di LITA.co, responsabile della campagna.

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Team

Humus nasce dalla dedizione di Elena e Claudio, impegnati da anni in progetti di sviluppo territoriale e di integrazione.

Claudio Naviglia è un antropologo e imprenditore sociale torinese. Sviluppa e gestisce da anni progetti innovativi di inserimento sociale e lavorativo dei migranti.

Elena Elia è una psicologa e imprenditrice sociale cuneese. Ha un passato da psicologa in progetti di comunità e di supporto psico-sociale a richiedenti asilo e rifugiati.

Il comune impegno li ha condotti – nel 2015 – alla creazione di Aps MiCò, un’associazione per lo sviluppo territoriale, l’accoglienza e l’integrazione dei migranti. 

Forti delle rispettive esperienze professionali e umane, Elena e Claudio hanno deciso nel 2018 di avviare un progetto imprenditoriale che unisse le loro competenze e risolvesse il problema del lavoro nero nel settore agricolo.

Luca Barraco è un educatore professionale che si è reinventato imprenditore agricolo, dopo aver lavorato per anni a Torino (sua città natale) in progetti di integrazione sociale per migranti, teatro e circo, e di agricoltura sociale. 

Tre anni fa ha deciso di affiancare alla sua esperienza nel sociale la passione per l’agricoltura, avviando la sua azienda agricola a Bernezzo (a pochi chilometri da Cuneo). Ha portato con sé le esperienze in campo sociale, facendosi subito promotore di progetti di inclusione di migranti e collaborando con altre realtà agricole del territorio.

È stato uno dei promotori del contratto di rete InGrana (del quale adesso è presidente). Ed è proprio attraverso questo gruppo di aziende virtuose e alla ricerca di collaborazioni per uno sviluppo sostenibile che Luca è tornato in contatto con Claudio, col quale aveva collaborato in progetti di inclusione sociale per migranti a Torino.

Team HUMUS - startup innovativa a vocazione sociale

Subito l’idea di Elena e Claudio è piaciuta anche a Luca e – con l’aiuto di altre aziende agricole – è nata la sperimentazione di Humus.

Conoscendo in prima persona le difficoltà che gli imprenditori agricoli incontrano nel trovare forza lavoro formata e nell’impiegarla in maniera regolare, Luca supporta Humus nella gestione delle relazioni con gli imprenditori agricoli. 

Claudio, CEO & co-fondatore, si occupa della gestione economico-finanziaria della società.

Elena, co-fondatrice, è responsabile comunicazione e marketing, e gestisce le relazioni con le imprese.

Problemi

Humus nasce per combattere il caporalato e il lavoro sommerso in agricoltura. Nel nostro Paese circa 30.000 aziende (il 25% di quelle che impiegano manodopera dipendente in Italia) impiegano forza lavoro tramite l’intermediazione di caporali (fonte dati: “Quarto Rapporto Agromafie e Caporalato”, Osservatorio Placido Rizzotto Flai Cgil, 2018), con condizioni di lavoro più o meno “decenti”.
Su un milione di lavoratori agricoli in Italia, gli stranieri sono circa quattrocento mila: di questi, solo il 28% ha un contratto completamente regolare.
La gestione del lavoro irregolare e il caporalato in agricoltura valgono circa 4,8 miliardi di Euro, mentre l’evasione contributiva è stimata in quasi 2 miliardi di Euro (ibidem). Si tratta di un business in mano per lo più a organizzazioni criminali organizzate (italiane e straniere) o, nella migliore delle ipotesi, a imprenditori con pochi scrupoli e intermediari (caporali) che sfruttano le condizioni di disagio sociale ed economico.

Le principali motivazioni che spingono le imprese all’informalità nelle assunzioni:

• assenza di canali formalizzati attraverso cui reperire la manodopera, costi elevati o legalità al limite di alcuni di questi canali;

• burocrazia lenta per l'attivazione e la gestione dei contratti;

• difficoltà economica delle piccole aziende nell’impiegare in maniera continuativa una risorsa;

• facilità di reperimento e impiego in maniera informale di manodopera a basso costo.

Le problematiche che incontrano le aziende agricole nell’assunzione di manodopera straniera sono:

• la difficoltà nella comunicazione dovute a differenze linguistiche e culturali;

• la carenza di manodopera formata e l'assenza di corsi di formazione in ambito agricolo basati sulle esigenze specifiche delle aziende.

Soluzione

Per contrastare questa situazione di precarietà e illegalità diffusa, Humus propone una soluzione efficace e vantaggiosa sia per le aziende agricole che per i lavoratori, ossia: la creazione di molteplici reti territoriali di aziende agricole che possano attingere, in base alle proprie esigenze, a lavoratori regolari e formati, rispettando i loro i diritti, condividendo costi e benefici del lavoro regolare.
Le aziende possono usufruire di vantaggi economici da un’assunzione condivisa attraverso uno strumento comodo e funzionale. I braccianti agricoli potranno vedersi garantito un contratto regolare in agricoltura per tutto l’anno, grazie alle reti di aziende con produzioni differenti promosse e supportate burocraticamente da Humus.

Humus offre alle aziende e ai lavoratori 3 servizi:

1) Il Job Matching
Grazie a un accordo con l'UNHCR, Humus ha accesso diretto ai centri che ospitano richiedenti asilo e rifugiati sul territorio e attraverso la collaborazione con gli enti gestori, entra in contatto con i migranti ospiti. Il team di Humus presenta il servizio offerto, effettua dei pre-colloqui per conoscere i candidati, offre un supporto nella redazione di CV e nel profilare le persone selezionate.

Tutto questo consente a Humus di avere un database di manodopera disponibile sul territorio a lavorare in agricoltura.

Humus riceve le richieste delle aziende agricole e permette al lavoratore di essere operativo nei campi senza che l'azienda debba preoccuparsi di altri aspetti burocratici.

In questa fase, Humus si occupa di:

• selezionare la risorsa più adatta alle esigenze dell'azienda;

• gestire le pratiche relative all'assunzione e all'emissione delle buste paga (consulenza del lavoro interna);

• offrire un servizio di mediazione culturale durante tutto il periodo del contratto.

HUMUS - Job Sharing agricolo contro il caporalato

2) Il Job sharing
La condivisione di manodopera è il tratto distintivo di Humus che, accompagnando le aziende alla sottoscrizione di contratti di rete, mette a loro disposizione una serie di vantaggi commerciali e operativi, quali appunto la condivisione della manodopera in base alla stagionalità delle differenti produzioni agricole.

Grazie ai contratti di rete, le aziende agricole possono condividere la manodopera, pagarla per il tempo impiegato in percentuale e dividere con le altre aziende i costi fissi di gestione dei lavoratori. 

Questo consente anche alle piccole aziende di rendere economicamente sostenibile l’assunzione regolare della manodopera. Mentre i lavoratori potranno avere contratti regolari e non essere più sottoposti alla continua precarietà legata alla stagionalità delle produzioni.

3) La Formazione
Humus attiva corsi di formazione, modulati sulle esigenze rilevate con le aziende del territorio, per fornire ai lavoratori le conoscenze e competenze necessarie nel settore agricolo.

Modello economico

Il modello di business B2B di Humus si ramifica in tre servizi e nelle rispettive attività. 

Job Matching

La prima parte di attività ruota intorno al servizio di Job Matching: Humus fa da intermediario tra le reti di imprese agricole e il sistema di accoglienza per migranti e richiedenti asilo.

Humus nella fase di selezione si occupa della profilazione dei CV e della verifica dell'esistenza di tutti i requisiti necessari affinché un migrante possa lavorare regolarmente. I parametri utilizzati sono i criteri territoriali, la regolarità ed eventuali abilità o competenze richieste.

Una volta identificato il potenziale accordo tra i due soggetti, Humus organizza un incontro tra lavoratore e datore di lavoro.

Servizio di matching & sharing:
- Incontro domanda/offerta di lavoro agricolo;
- Gestione manodopera in condivisione; 
- Mediazione linguistica e culturale; 
- Contatti con centri di accoglienza;
- Consulenza del lavoro: assunzione, buste paga, CUD e F24, chiusura contratti.

Concluso il contratto, il ruolo di Humus diventa quello duplice di:

- assistere costantemente il datore di lavoro per eventuali problemi che possono sorgere con il lavoratore;
- seguire direttamente il lavoratore per verificare le sue condizioni di lavoro e garantirne la qualità;
- monitorare le giornate lavorative per garantire una paga equa, attraverso un sistema di feedback incrociati azienda/lavoratore.

Per questo servizio di intermediazione e matching, Humus chiede a ciascuna azienda agricola:

- una quota di adesione una tantum di € 50;

- una commissione di € 50/mese, per i suoi servizi di assistenza sia al datore di lavoro sia al lavoratore.

Contratti di rete

Il secondo ramo di attività è quello relativo alla promozione di contratti di rete. Questa forma di collaborazione tra imprese è disciplinata dalla legge italiana e permette loro di dividere alcuni costi fissi (per esempio legati alla burocrazia) e godere di accordi, convenzioni e finanziamenti, pur mantenendo autonomia operativa. 
Peculiarità dei contratti di rete è l'opportunità di unire settori differenti. Questa eterogeneità garantisce continuità lavorativa ai migranti senza pesare sull’economia delle singole imprese.

In questo contesto, Humus diventerebbe promotore di tali contratti di rete e accompagnerebbe le imprese alla loro creazione, a fronte di una commissione variabile. La commissione prevista, una tantum, è pari a € 1000 per reti che coinvolgano da 2 a 10 aziende e di € 1.400 per reti composte da più di 10 aziende.

Servizi di stipula e gestione del contratto di rete:
- Coordinamento aziende per: 
a) stipula contratti; 
b) stesura regolamento interno; 
c) deposito contratti c/o Camera di commercio; 
d) assistenza legale; 
- Possibile accompagnamento per progetti comuni, come Bandi o Linee commerciali congiunte.

HUMUS, la startup contro il caporalato agricolo, in crowdfunding su LITA.co Italia

Formazione

L'ultima linea di business,ancora in fase di sviluppo, è quella della formazione della manodopera agricola. Il modello prevede il finanziamento dei corsi di formazione (€ 50 l’ora) da parte di enti specificamente designati ma è ancora in fase embrionale.

Servizi di formazione:
- Ascolto delle esigenze delle aziende; 
- Costruzione di percorsi di formazione sulle specifiche esigenze raccolte (moduli teorico-pratici, sviluppo moduli presso le aziende aderenti); 
- Docenti esterni o docenze delle aziende aderenti. 

Impatto a lungo termine

La proposta di Humus è una valida opportunità per tutte le vittime (italiane o straniere, attuali e potenziali) di sfruttamento lavorativo, di lavoro nero, grigio o non dichiarato, che potranno ritrovare la dignità di un lavoro regolare, uno stipendio mensile sicuro e la garanzia della tutela dei propri diritti di lavoratore. L’impatto sociale in termini di qualità della vita e del lavoro per i lavoratori è indubbio. L’impatto sociale positivo è dimostrabile anche a livello di inclusione sociale e a medio/lungo termine sull’ambiente circostante: i lavoratori regolarmente assunti usciranno dalla loro invisibilità sociale e potranno sentirsi parte della società che li accoglie. Tale miglioramento nella qualità di vita dei migranti non potrà che avere effetti positivi sulla percezione sociale di queste persone, creando quindi un circolo virtuoso di cui beneficeranno tutti i membri della comunità.

Humus, grazie al matching e al job sharing, ha un impatto sociale ed economico positivo anche sul fronte dei datori di lavoro, garantendo assunzioni regolari e accesso a personale formato, che permetteranno alle piccole aziende agricole di svilupparsi, di non ricorrere a manodopera assunta illegalmente e di rendere più responsabile tutta la filiera agricola.

Humus si propone di coinvolgere nella sua rete 3.500 aziende in 3 anni, partendo dal Nord Ovest e ampliandosi successivamente verso la Lombardia e il Veneto, per realizzare oltre 3.000 assunzioni regolari nel 2021, proponendo un’alternativa al lavoro sommerso e promuovendo lo sviluppo socialmente sostenibile delle imprese agricole sul territorio nazionale.

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