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Incentivi fiscali per investimenti in startup e PMI: davvero dal 30% al 50%?

24 maggio 2020

Aggiornato al 24 maggio 2020


Il Decreto Rilancio conferma la volontà, o almeno il tentativo, del legislatore italiano di sostenere e rafforzare l’ecosistema dell’innovazione del nostro paese, e tutta l’economia italiana, senza dimenticare le startup e le PMI innovative.

Quale sorte per le startup?

Le misure a sostegno di startup e PMI innovative

Gli incentivi fiscali per investire in startup e PMI innovative

Concludendo, quale incentivo fiscale devo considerare valido?

Quale sorte per le startup?

Da più parti erano insorte voci preoccupate sulla sorte delle startup che, pur agili e resilienti, non avrebbero potuto – non tutte almeno – sostenere una situazione di stallo come quella del lockdown appena archiviato. Del resto, le stesse startup e tutti i network attivi non se ne sono rimasti certo con le mani in mano ad attendere che dall’alto arrivasse la soluzione. E c’è pure chi ha promosso un database di investitori attivi anche durante il lockdown, a disposizione delle startup in cerca di fondi. Per non parlare poi delle innumerevoli call a sostegno di startup e PMI come quella promossa già da fine marzo, coinvolti dal nostro partner Entopan.

Le misure a sostegno di startup e PMI innovative

Tra le misure introdotte dal legislatore per sostenere startup e PMI innovative italiane spiccano contributi alle imprese e importanti sgravi fiscali per gli investitori. Il DL Rilancio prevede un totale di risorse superiore a 50 miliardi di Euro per rafforzare l’ecosistema innovativo italiano dopo il lockdown. 

Il supporto alle aziende riguarda in particolare:
- 200 milioni aggiuntivi destinati al Fondo di garanzia per startup e PMI;
- 500 milioni per il Fondo per il trasferimento tecnologico, per incentivare collaborazioni tra gli atenei, gli enti di ricerca, e le imprese;
- l’equiparazione delle spese ammissibili per le startup pari a quelli di università e istituti di ricerca;
- l’allungamento di 12 mesi dello status di startup innovativa. 

Per il dettaglio delle misure di sostegno previste, ti rimandiamo a due articoli molto completi su EconomyUp e Crowdfunding Buzz.

Gli incentivi fiscali per investire in startup e PMI innovative

L’articolo 38 del Decreto Rilancio (pubblicato in G.U. e in vigore dal 20 maggio 2020) introduce una novità in merito agli sgravi fiscali per gli investitori in startup innovative e in PMI innovative: porta infatti le detrazioni dal 30% al 50% per gli investimenti nel capitale sociale di una startup o di una PMI. Questa detrazione al 50 per cento sarebbe prevista esclusivamente per le persone fisiche. Senza dubbio si tratta di una bella notizia e anche di una ghiotta opportunità per chi voglia investire nell’economia reale supportando startup e PMI portatrici di innovazioni e di soluzioni audaci a problemi complessi. Tuttavia, bisogna ricordare che l’aumento (dal 30% al 50%) degli incentivi fiscali per gli investimenti nelle società di capitali previste dalla legge richiederà due passaggi prima di essere confermato:
- che il decreto Rilancio sia convertito in legge (entro 60 giorni dalla pubblicazione, al 19 maggio 2020);
- e che la Commissione Europea approvi tale aumento. 

Infatti, sebbene si vociferi che tale cambiamento non richieda approvazione europea, purtroppo così non è. Per quanto riguarda il primo dei due punti, lo stesso comma 9 dichiara che il Ministero dello Sviluppo Economico, insieme al Ministero dell’Economia e delle Finanze, individuerà le “modalità di attuazione delle agevolazioni” menzionate.

Concludendo, quale incentivo fiscale devo considerare valido?

Già l’anno scorso, addetti ai lavori, imprenditori e investitori si erano entusiasmati per l’annunciato aumento dei benefici fiscali al 40%: entusiasmo frenato in Commissione Europea.

Fino a quando non entrerà ufficialmente in vigore e a meno di conferme (prima del MISE e poi della Commissione EU), considereremo valido l’incentivo fiscale al 30%, come dichiarato nella sezione Incentivi fiscali del nostro sito, dove troverete sempre le notizie più aggiornate sugli sgravi fiscali per investimenti tramite equity crowdfunding, sia che si tratti di detrazioni dall’imposta IRPEF (applicabili alle persone fisiche, cioè agli investitori privati) sia di deduzioni dall’imponibile IRES (applicabili a chi investe come persona giuridica, cioè tramite e per conto di una società). Al momento, sia le detrazioni sia le deduzioni sono da considerarsi al 30 per cento, sia per investimenti in startup sia per quelli in PMI innovative.

Nel prossimo post troverai una guida sintetica su come dichiarare gli investimenti tramite equity crowdfunding.

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