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Cosa succederebbe all’economia italiana se le startup sparissero?

14 maggio 2020

Le startup sono tra le realtà imprenditoriali che soffrono maggiormente l’attuale blocco dovuto all’emergenza coronavirus, perché per loro stessa natura non hanno una struttura idonea ad attraversare lunghi periodi di inattività: sono imprese agili, ma fragili.

Cosa succederebbe all’economia italiana se le startup sparissero? 

Ma soprattutto: come impedirlo?

Se lo è chiesto il team di Mamazen (Venture Builder torinese specializzato in innovazione digitale) che, per ridurre l'impatto negativo dell'emergenza Coronavirus sull'ecosistema startup in Italia, ha lanciato l’iniziativa “Investitori attivi durante il COVID-19”. 

Sulla scia di altre iniziative europee, il progetto si propone di mappare gli investitori attualmente attivi nel pieno spirito di solidarietà digitale: una volta reso pubblico, il database sarà infatti utile agli investitori per trovare nuove iniziative di valore da finanziare, ai founder per entrare in contatto con nuovi partner e, più in generale,  per dare un mano a far  ripartire l’ecosistema dell’innovazione e dell’imprenditorialità in Italia.

Come evidenziato da Farhad Alessandro Mohammadi (AD di Mamazen), "in Italia siamo più timidi e investitori e Startup sono riservati". Tuttavia, in un contesto emergenziale come questo, la trasparenza è fondamentale e una mappatura per conoscere chi siano gli investitori attivi durante (e nonostante la crisi) può aiutare imprenditori e startup a trovare gli investitori attivi più adatti al proprio business. 

L'invito, aperto a tutti, è che sia gli investitori sia le startup compilassero i rispettivi form così da avere entro il 30 maggio un database totalmente free e in piena ottica di #SolidarietàDigitale che sia luogo di incontro tra investitori e startupper. 


Per la registrazione, come investitori e startupper, vi invitiamo a visitare il sito www.actinvest.it.

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