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La vera CSR va oltre i "doveri"

19 marzo 2020

In questi giorni, concitati e surreali, tra le centinaia di aggiornamenti sul virus (e le sue conseguenze socio-economiche) si stanno facendo strada alcuni esempi di concreta solidarietà e responsabilità sociale di privati e aziende.

Vogliamo sottolineare il valore di due casi, esemplari per motivi diversi.

La vera CSR va oltre i "doveri"

Il primo è Esselunga, un’azienda della GDO che non ha bisogno di presentazioni e che ha dimostrato di avere davvero a cuore la propria comunità. Potremmo chiamarli stakeholder ma, in questo caso l’azienda è andata oltre i confini allargati aziendali e ben oltre i “doveri” della CSR.

Nella dichiarazione del CEO di Esselunga, c’è tutta l’anima di un’azienda che sa che la responsabilità sociale va ben oltre le campagne promozionali incentrate su uno o più progetti a impatto sociale o ambientale: “Non possiamo stare fermi a guardare la difficoltà e la preoccupazione generale […] Ognuno deve fare la sua parte”. Così, Sami Kahale ha annunciato il piano straordinario di Esselunga per far fronte all’emergenza coronavirus. In particolare, l’agevolazione – in partnership con UniCredit Factoring – dei pagamenti dei crediti commerciali a favore dei propri fornitori è un esempio virtuoso di supporto alla filiera della quale fanno parte tante piccole e medie imprese del territorio, baluardi dell’economia reale.

Esselunga ci ha dimostrato che si può fare vera Corporate Social Responsability, in momenti di difficoltà, sfrondando i sensazionalismi e andando al punto, creando reale impatto sociale positivo, sostenendo le piccole aziende e i dipendenti (due degli stakeholder ai quali si deve la maggior parte del proprio successo).

Comunità e territori, fattori chiave della CSR

La dimensione territoriale e comunitaria, il riconoscimento del suo valore, sono al centro di un altro esempio per noi emblematico: la donazione di Armani, a supporto della protezione civile e di sei ospedali impegnati in prima linea nell’assistenza e nella ricerca scientifica, diventa emblema dell’attenzione da sempre mostrata dallo stilista (e dal gruppo che ne porta il nome) nei confronti della comunità.
Questa è la vera responsabilità verso territorio e comunità. La comunità civile allargata ma anche quella più ristretta dei dipendenti: notizia di ieri è che tutti i punti vendita e ristoranti del gruppo a Milano rimarranno chiusi fino a che l’emergenza non sarà rientrata per garantire sicurezza e serenità a dipendenti e clienti. Armani incarna bene, così, la figura del filantropo e il concetto di giving back che solitamente recepiamo dalla cultura statunitense.

Questi sono gli esempi di CSR che ci piacciono, sono quelli che vorremmo vedere più spesso, al di là delle emergenze. Esempi concreti di solidarietà, riconoscimento dei territori, delle comunità, delle filiere corte, delle PMI, veri baluardi dell’economia reale.

Un’altra iniziativa lodevole, distintasi in questi ultimi giorni, è quella della coppia Chiara Ferragni-Fedez (aka Ferragnez), che – dopo aver sensibilizzato sulla necessità dell’auto-isolamento per ridurre il contagio – hanno donato 100.000 € al reparto di terapia intensiva dell’Ospedale San Raffaele e hanno avviato una campagna di crowdfunding (donation) su Gofundme che ha superato i 3 milioni di raccolto, grazie alla solidarietà di 170mila utenti da 93 differenti paesi). Una dimostrazione delle opportunità offerte dalle tecnologie digitali per avere un grande impatto positivo sulla vita reale.

Solidarietà digitale

Un’altra dimostrazione delle opportunità offerte dalle tecnologie digitali per avere un grande impatto positivo sulla vita reale ci viene fornita da “Solidarietà digitale”: l’iniziativa del Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione e dell’Agenzia per l’Italia Digitale, per ridurre l’impatto sociale ed economico negativo del Coronavirus grazie a soluzioni e servizi innovativi. Soluzioni e servizi innovativi, nonché contenuti di cui usufruire gratuitamente in questo periodo di auto-isolamento e blocco forzato ma doveroso: al momento vi hanno aderito IBM, Microsoft, Repubblica, La Stampa, Amazon, Treccani Scuola, Google, Vodafone, Tim, Wind, e altri grandi aziende. 
Ma anche molte altre, più piccole, stanno aderendo all’iniziativa ministeriale offrendo gratuitamente i propri servizi a specifiche aree interessate: è il caso di Springo, un provider di servizi informatici, che ha offerto connettività a cittadini e imprese della propria provincia, Belluno.

E se nelle agorà digitali ritroviamo un po’ di quella socialità della quale ci dobbiamo privare volontariamente (e coscienziosamente), stiamo anche scoprendo quanto – per chi possa – le tecnologie digitali possano costituire una opportunità (sia per il telelavoro, sia per l’apprendimento), percorribile nella misura più adatta alle persone e alle imprese. Allo stesso tempo, adesso più che mai, percepiamo il valore delle interazioni quotidiane, degli incontri, del guardarsi negli occhi. Ci auguriamo di poterlo rifare presto. 

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