Quattro consigli di lettura, per resistere

Siamo in un momento difficile per la società civile e per le aziende, italiane e non. In un momento del genere non è infrequente che le aziende dicano qualcosa di troppo o troppo poco. In un momento così, ci sembra che ogni parola strida o possa essere inopportuna, figuriamoci quelle che vorrebbero – anche sobriamente – festeggiare un successo. 

Noi ci stiamo limitando a continuare a fare il nostro lavoro da remoto, perché siamo fortunati e possiamo svolgere quasi tutte le nostre attività anche dalle nostre abitazioni. Rimaniamo vicini a tutte quelle piccole e grandi aziende che, per propria natura, stanno vedendo una drastica riduzione dei loro profitti.

In questi giorni, così surreali, abbiamo avuto un po’ più di tempo per leggere e vogliamo consigliarti quattro letture, che abbiamo trovato molto lucide. 

La settimana scorsa, VITA ha pubblicato una riflessione di Paolo Venturi, che sentiamo molto vicina al nostro pensiero. Il titolo è evocativo, "Non mettiamo in quarantena la fiducia". Crediamo infatti che, in situazioni come questa, valga la pena di sacrificare alcuni dei propri bisogni (come quello di socialità) per assicurarsi di far la propria parte per evitare situazioni peggiori, come maggior contagio che a sua volta significherebbe misure più drastiche. 

"Cosa succederà" è l'analisi di Francesco Costa pubblicata tre giorni fa su Il Post: ottimisti sì, e consapevoli (volutamente evitiamo il “ma”). 

Il pezzo di Venturi è stato ripreso dal suo collega Marco Dotti, che spiega l’esigenza di piani di continuità civica (cioè piani coi quali si sappia, per tempo, come affrontare le varie categorie di emergenze, per evitare l’improvvisazione) e, citando il Financial Times, ricorda che «il panico si diffonde molto più velocemente di qualsiasi pandemia. E nulla aggredisce il legame sociale e l'economia più del panico». 

Contro il panico, ci si sta organizzando come meglio si può. Il magazine Be Unsocial, che si occupa di antropologia digitale, ha pubblicato una lista di proposte di resistenza culturale per cogliere l’occasione di prendersi un po’ di tempo per sé, per imparare una nuova lingua, studiare un nuovo canale social, ascoltare un audiolibro, per non imbrutirci, nell’attesa che l’emergenza rientri.

Buona lettura! 

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