Piano triennale 2020-2022: dieci azioni concrete contro il caporalato

Lo scorso 20 febbraio 2020, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è stato approvato il “Piano triennale 2020-2022 per la prevenzione e il contrasto al caporalato”.

L’obiettivo del Piano triennale è quello di garantire, da un lato, prevenzione, vigilanza e contrasto al caporalato e, dall’altro, protezione, assistenza e reintegrazione socio-lavorativa dei lavoratori vittime di sfruttamento.

Il Piano coinvolge, oltre a tutte le istituzioni pubbliche nazionali e locali, le associazioni di categoria, i sindacati, il Terzo Settore e le imprese: ognuno è chiamato a fare la sua parte nella lotta allo sfruttamento lavorativo in agricoltura. Le imprese sono sempre più pronte a rispondere all’appello e numerosi sono gli esempi di organizzazioni, profit e no-profit, che si impegnano per una filiera agroalimentare più trasparente ed etica.

Le 10 priorità del Governo per la prevenzione e il contrasto al caporalato

Il Piano Triennale dichiara come prioritarie dieci azioni concrete per la prevenzione e il contrasto del caporalato.

Le 10 azioni prioritarie del Piano triennale di contrasto al caporalato. Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Le 10 azioni prioritarie del Piano triennale di contrasto al caporalato. Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Tra queste, notiamo con piacere che verranno attuati degli “interventi strutturali, investimenti in innovazione e valorizzazione dei prodotti” e sarà rafforzata ulteriormente la Rete del lavoro agricolo di qualità, organismo istituito nel 2014, ma che nei primi anni di attività non ha portato molti risultati positivi, per lo scarso numero di aziende agricole concretamente coinvolte. Infatti, fino al 2018, alla Rete del lavoro agricolo di qualità (istituita con DL 91/2014 e modificata dalla L.199/2016, che ne ha ampliato le competenze) avevano aderito solo 1.300 aziende agricole italiane su un totale di 740.000 (dati INPS). Saranno, inoltre, introdotte misure per migliorare le condizioni di lavoro dei lavoratori stagionali e aumentati i servizi per l'incontro tra domanda e offerta di lavoro agricolo, per prevenire il ricorso al caporalato e ad altre forme d'intermediazione illecita. 

La Ministra Teresa Bellanova ha commentato: 
“Per la prima volta lo Stato si dà un metodo preciso per la prevenzione e il contrasto del fenomeno. Il Piano, sul quale abbiamo lavorato con le Ministre Catalfo e Lamorgese, segna un fondamentale punto di svolta e consente la piena attuazione della legge 199/2016”.

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