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Cos'è l'equity crowdfunding e com'è regolamentato in Italia

29 gennaio 2020

Cos'è l'equity crowdfunding

L’equity crowdfunding in Italia

La regolamentazione dell’equity crowdfunding



Cos'è l'equity crowdfunding

L’equity crowdfunding è una forma di investimento che permette ad un gruppo di persone di acquisire, tramite un portale online, un titolo di partecipazione in una società che consente di accedere ai diritti patrimoniali e amministrativi dell’azienda stessa.

Al contempo, l’equity crowdfunding consente ad una società, sia essa una startup o una PMI, di reperire capitali di rischio presso una vasta platea di investitori per varie finalità: lancio dell’attività, crescita, sviluppo di prodotti o servizi, ingresso in nuovi mercati etc. In cambio dei capitali ricevuti, la società offre come “ricompensa” ai nuovi soci i diritti patrimoniali e amministrativi che derivano dalla partecipazione nell’impresa.

L’equity crowdfunding in Italia

Lo strumento dell’equity crowdfunding come lo conosciamo oggi è noto già dal 2007, quando in Australia è stato lanciato il primo portale online per la raccolta di capitali chiamato “Australian Small Scale Offering Board” (fonte). A seguire sono nate iniziative simili in vari Paesi, tra cui gli Stati Uniti ed il Regno Unito, ma la mancanza di una regolamentazione specifica ha reso difficile l’espansione dei portali in un primo momento.

Col fine di contribuire allo sviluppo e alla crescita delle startup in Italia, e di ridurre le difficoltà riscontrate dagli imprenditori nella fase di ricerca di capitali, il Decreto Legge n.179/2012 (anche noto come “Decreto Crescita Bis”) ha dedicato alcune norme alle startup innovative introducendo lo strumento dell’equity crowdfunding.

La regolamentazione dell’equity crowdfunding

L’Italia è stato il primo paese in Europa ad aver regolamentato l’equity crowdfunding con una normativa specifica presentata dalla Consob il 26 giugno 2013 (Regolamento Consob). Tale regolamento è stato successivamente modificato più volte, con l’ultima modifica avvenuta il 6 febbraio 2020.

In un primo momento il Regolamento prevedeva la possibilità di raccogliere capitali online solamente per le startup innovative, ma le modifiche successive hanno esteso questa possibilità anche alle PMI innovative e a tutte le PMI.

In particolare, il Regolamento va a trattare due tematiche principali:

- Il registro e la disciplina dei gestori dei portali. Questa sezione è la più consistente del regolamento e va a definire la formazione del registro, a regolamentare i gestori dei portali, a definire i requisiti patrimoniali e le regole di comportamento di questi.

- La disciplina delle offerte tramite portali. Questa sezione definisce una serie di requisiti per poter presentare un’offerta tramite un portale.

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