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SDG 4 “Istruzione di qualità, equa e inclusiva”

15 novembre 2020

Prosegue il nostro viaggio insieme alla scoperta dei 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile fissati nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

“Istruzione di qualità, equa e inclusiva”

I numeri della scuola nel mondo

Raggiungere l’Obiettivo 4

Il ruolo delle startup per l’Education

LITA per le startup EdTech

Cosa posso fare io?

“Istruzione di qualità, equa e inclusiva”

L’Obiettivo numero 4 dell’Agenda 2030 mira a “Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti”. Dopo essersi posti obiettivi per la fine della povertà e della fame nel mondo e aver stabilito come promuovere e raggiungere la salute e il benessere per tutti, L’ONU aggiunge l’importante tassello dell’istruzione, punto di partenza per formare giovani e adulti consapevoli e competenti, che possano guidare le future generazioni verso un futuro sostenibile.

I numeri della scuola nel mondo

Come sempre, cominciamo ad approfondire lo specifico Obiettivo per lo Sviluppo Sostenibile, partendo da alcune cifre per capire l’ampiezza dei fenomeni più rilevanti. In questo caso iniziamo dai dati sulla scolarizzazione e l’alfabetizzazione nel mondo. L’UNRIC riporta dati allarmanti riguardo, soprattutto, i paesi in via di sviluppo. Le guerre, nel mondo, hanno conseguenze gravissime sull’istruzione dei giovani: la metà dei bambini che non riceve istruzione scolastica, vive in zone colpite da conflitti. Il 50% dei bambini non iscritti a scuola, vive in Africa Subsahariana. Si stima che siano 103 milioni i giovani che non possiedono capacità di base in lettura e scrittura, di cui oltre il 60% è rappresentato da donne.
Un risultato positivo: l’iscrizione nelle scuole primarie nei Paesi in via di sviluppo ha raggiunto il 91%, ma le percentuali spesso non rendono l’idea della vastità e della complessità della questione. Si calcola che i bambini esclusi da qualsiasi scolarizzazione di base siano almeno 57 milioni. Sempre troppi, per poter festeggiare un risultato. Per dare un’idea di quanto ampio sia questo numero, si pensi che la popolazione in Italia nel 2019 era di 59.641.488 residenti (dati ISTAT, 2020).
Inoltre, il 2020 è stato un anno devastante per l’istruzione: a causa delle misure di prevenzione e contrasto alla diffusione del Coronavirus, la scuola si è interrotta o è stata adattata/digitalizzata e per milioni di bambini e adolescenti – anche nei paesi più sviluppati – sono aumentate non solo le difficoltà di apprendimento, ma anche le diseguaglianze sociali ed economiche, tra chi ha avuto le possibilità di connettersi e frequentare la scuola da casa e chi no, tra chi vive in paesi ricchi e chi no, aumentando così non solo il divario tra Paesi nel mondo ma anche quello interno alle stesse nazioni. Come ha rilevato ASVIS, la pandemia rischia di compromettere gli sforzi compiuti negli anni passati annullandone i risultati.

Raggiungere l’Obiettivo 4

Una crisi nella crisi: mai come adesso puntare sull’istruzione, per tutti e tutte, è fondamentale e urgente. L’incaricato speciale per il raggiungimento di questo e molti altri obiettivi, è l’UNESCO, l’agenzia delle Nazioni Unite che pochi giorni fa, il 16 novembre, ha compiuto 75 anni dalla sua costituzione, nel 1945. 

L’UNESCO guida e monitora le attività fissate dall’Agenda 2030, che all’Obiettivo 4 prevede vari sotto-obiettivi, dedicati, alla scolarizzazione primaria dei bambini, all’istruzione dei giovani adulti e alla formazione di futuri professionisti.
L’istruzione primaria deve essere di qualità, equa e garantita gratuitamente a tutti.

L’istruzione universitaria, insieme a quella professionale e tecnica, devono essere economicamente sostenibili e di qualità. Sulla preparazione al lavoro, si mira a formare persone competenti per l’ottenimento di posti di lavoro dignitosi.

Attenzione crescente sia nel dibattito intorno a questi temi, sia soprattutto nei progetti volti a una pervasiva e permanente scolarizzazione, è dedicata alle diseguaglianze di genere ed economiche. Si punta alla loro completa eliminazione entro il 2030, prevedendo di aumentare il numero di borse di studio disponibili, soprattutto per i paesi in via di sviluppo e favorendo la formazione inclusiva, adatta a categorie fragili come le persone con disabilità. La ricerca e la pratica pedagogica puntano poi soprattutto all’individuazione e all’abbandono di pregiudizi e stereotipi da parte dei docenti, dei libri di testo e in generale dagli ambienti di apprendimento. Mentre al corpo docenti viene richiesto di essere più qualificato e inclusivo, per quanto riguarda le infrastrutture dedicate alla scuola gli SDG richiedono strutture più adeguate, sicure e inclusive. 

Il raggiungimento dell’Obiettivo 4 passa anche dall’insegnare e tramandare i valori di cui l’Agenda 2030 stessa si compone, stabilendo “che tutti i discenti acquisiscano la conoscenza e le competenze necessarie a promuovere lo sviluppo sostenibile”. Un’istruzione libera, equa, di qualità, deve porsi dei valori comuni, da tramandare alle nuove generazioni, per uno sviluppo e uno stile di vita sostenibile, attraverso una “sensibilizzazione ai diritti umani, alla parità di genere, alla promozione di una cultura pacifica e non violenta, alla cittadinanza globale e alla valorizzazione delle diversità culturali e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile”.

Il ruolo delle startup per l’Education

L’innovazione tecnologica, per il settore dell’educazione e istruzione, è sempre più imprescindibile, tanto essersi diffuso il termine “EdTech” che identifica le tecnologie per l’apprendimento, l’insegnamento e in generale l’educazione, online e in presenza. Un mercato in crescita, sollecitato anche dall’esigenza diffusa di tecnologie per le scuole e gli insegnanti in tempi di Covid. Un mercato da sviluppare per quanto riguarda l’Italia, dove si contano solo 136 startup EdTech su 11mila (fonte: Startup Italia). Al di là dei numeri da capogiro in termini di utilizzatori e fatturato di alcune startup in questo settore, va sicuramente menzionata alcuni dei punti per noi più importanti. Molte di queste startup EdTech fanno dell’inclusività uno dei propri principali obiettivi, in quanto sono spesso dedicate all’accesso all’educazione di categorie fragili, bambini con disabilità fisiche o difficoltà di apprendimento. Per noi di LITA queste tecnologie e i loro modelli di business rientrano nella categoria che noi chiamiamo “startup for good”, cioè startup che mettono la tecnologia al servizio del bene comune.

LITA per le startup EdTech

In LITA abbiamo già trattato la tematica dell’istruzione di qualità insieme ad alcune startup che hanno raccolto fondi con noi, come per esempio la startup francese “Evidence B – Kidscode” che propone contenuti digitali utilizzando le scienze cognitive e l'intelligenza artificiale per personalizzare l'istruzione e combattere l'abbandono scolastico. 

L’EdTech è una categoria particolare del “tech for good” che piace molto ai nostri investitori e che confidiamo di poter sostenere nella crescita anche in Italia. Le cinque startup EdTech che hanno raccolto fondi con l’equity crowdfunding su LITA Francia hanno ricevuto complessivamente quasi 3 Milioni di Euro di investimenti; si pensi che solo “Evidence B – Kidscode” ha raccolto 1 Milione per lo sviluppo delle sue attività in vari Paesi europei, Asia e Africa.

Cosa posso fare io?

Come per tutti gli SDG, anche per l’Obiettivo sostenibile dell’istruzione di qualità per tutti, ciascuno di noi può incidere positivamente e contribuire al processo di cambiamento per il bene comune. Ecco alcuni consigli di @The Global Goals per far la propria parte con piccole azioni dal grande impatto positivo:

  • Fai da mentor ai giovani. Puoi fornire tutoraggio e assistenza per i compiti, insegnare una lingua o tenere una lezione sugli obiettivi per lo sviluppo sostenibile.
  • Promuovi e segui corsi online gratuiti. In un mondo digitale, ci sono molte opportunità (anche gratuite) alternative all’andare “semplicemente” all'università.
  • Trova un ente di beneficenza dell'Obiettivo 4 che desideri sostenere. Qualsiasi donazione, grande o piccola, può fare la differenza!
  • Se sei un genitore: soffermati a valutare con attenzione i libri, i cartoni animati e i giochi che fanno parte della quotidianità dei tuoi bambini.
  • Se sei un insegnante: presta sempre attenzione agli agguati degli stereotipi e dei pregiudizi; spesso non ce ne accorgiamo ma a volte ne siamo portatori inconsapevoli.
  • Dona i tuoi libri usati. Il modo più semplice per dare accesso alla conoscenza è donare i tuoi libri usati a qualcuno.
  • Visita la tua scuola locale e chiedi se abbiano bisogno di materiale scolastico. Avvia una raccolta di materiali per la scuola, nella tua comunità.

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