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Cos’è la Rigenerazione Urbana: riqualificazione e re-purposing dei luoghi

22 settembre 2020

Quando si pensa all’innovazione e allo sviluppo sostenibile delle città, si immaginano soprattutto soluzioni riguardanti l’ambiente: mezzi di trasporto da fonti di energia rinnovabili, gestione efficiente dei rifiuti urbani, dei fabbisogni energetici di abitazioni e uffici, nuovi materiali e soluzioni di edilizia green. Quando, in particolare, si parla di edifici ed edilizia ci si chiede sempre quali siano le soluzioni migliori di costruzione e riqualificazione di abitazioni, condomini, quartieri e vaste aree di territorio, sia nei centri cittadini sia nelle più remote province.
Col passare del tempo, cresce il numero dei quartieri dismessi o degradati, maltrattati e abbandonati a se stessi, che ci si chiede se valga la pena riqualificare o, piuttosto, ricostruire da zero, secondo princìpi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Dai non-luoghi al re-purposing

Differenza tra rigenerazione e riqualificazione

Diritto dell’ambiente urbano e Fondo Green New Deal

La sostenibilità ambientale alla base…

… e l’innovazione sociale come risultato

Gentrification e cattedrali nel deserto: i fallimenti delle riqualificazioni urbane

Dall’iniziativa pubblica alla creazione di ecosistemi virtuosi

Rigenerazione urbana. Credits: Imbianchini di bellezza
Rigenerazione urbana. Credits: Imbianchini di bellezza

Dai non-luoghi al re-purposing

Questi non-luoghi ci incalzano interrogandoci sul senso del costruire. Qual è la soluzione più efficiente – in termini non solo economici – tra la nuova edilizia e il recupero dell’esistente?
Non possiamo fare a meno di chiederci persino se, invece di edificare in modo sostenibile palazzi di nuova costruzione, non sia meglio recuperare, riqualificare e riutilizzare spazi già edificati, abbandonati, ai quali dare nuovi significati. Da questa idea di recupero, di re-purposing, deriva il concetto di rigenerazione urbana: cioè la rivalutazione, riqualificazione di un patrimonio edilizio abbandonato al degrado, spesso situato nelle periferie industriali delle città e delle grandi aree metropolitane, a cui dare nuova linfa, nuovi obiettivi, nuovi scopi, sia economici che sociali.

Differenza tra rigenerazione e riqualificazione

Spesso si usano i termini riqualificazione e rigenerazione come se fossero perfetti sinonimi.
La riqualificazione urbana si caratterizza per interventi strutturali a edifici, scali ferroviari, porti, ex fabbriche, edifici storici nei centri città, complessi sportivi abbandonati, e anche interi quartieri. La riqualificazione si applica anche ad aspetti specifici, come la riqualificazione energetica, cioè applicata all’efficienza energetica degli edifici.
La rigenerazione urbana è un concetto più ampio, che comprende la riqualificazione fisica di zone urbane e periurbane, integrando, agli aspetti ambientali ed economici, quelli sociali e culturali, coinvolgendo le comunità che vivono o vivranno i luoghi riqualificati, rigenerandoli. Si parte dalla riqualificazione di luoghi (con obiettivi principalmente ambientali ed economici), per giungere ad una rigenerazione umana, di e per una rinnovata comunità. Oggi, dunque, lo sviluppo delle città viene progettato partendo dal riqualificare l’esistente, nel rispetto dell’ambiente e coinvolgendo i cittadini, primi destinatari di questi luoghi rinnovati, rigenerati.

Diritto dell’ambiente urbano e Fondo Green New Deal

L’Unione Europea è spesso coinvolta nei progetti di riqualificazione e rigenerazione urbana, in veste di promotrice e, in parte, finanziatrice, e più in generale come soggetto abilitatore. Già dagli anni 2000, l’Unione Europea ha più volte indirizzato raccomandazioni (atti non vincolanti) connesse al “Diritto dell’ambiente urbano”, finalizzate a incentivare misure per un minor consumo di risorse non rinnovabili, tra le quali risulta anche il suolo , proprio per promuovere la riqualificazione di aree urbane, con obiettivi di sostenibilità ambientale.
Oggi, con il Fondo Green New Deal 2019-2024, l’Italia ha 4,6 miliardi a disposizione “per realizzare progetti economicamente sostenibili e che abbiano come obiettivo la decarbonizzazione dell’economia, l’economia circolare, la rigenerazione urbana, il turismo sostenibile, l’adattamento e la mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico e programmi di investimento e progetti a carattere innovativo e ad elevata sostenibilità ambientale” (Bilancio di previsione dello stato 2020).

La sostenibilità ambientale alla base…

La sostenibilità ambientale e la riduzione dell’impatto antropico sull’ecosistema sono tra i fattori alla base delle politiche di rigenerazione urbana. Portare a nuova vita quartieri abbandonati, riqualificare edifici dal punto di vista energetico e dei consumi, ha di per sé un obiettivo (e genera un impatto) ambientale positivo. Non soltanto quindi, non si sfrutta altro suolo e non si va ad aumentare la cementificazione dei territori periferici delle città, ma si recuperano spazi e si creano nuovi luoghi di aggregazione sociale.

… e l’innovazione sociale come risultato

Partendo, quindi dalla sostenibilità ambientale, si giunge ad un impatto sociale positivo sulle comunità. Un intero quartiere di case popolari, un edificio chiuso da anni nel centro della città, strutture sportive in disuso: tutti esempi di luoghi che, riqualificati, ospiteranno persone e idee. Luoghi in cui nascono relazioni umane, che danno a quei luoghi obiettivi altri, consentendo alle comunità di riconoscersi intorno a valori condivisi.

Gentrification e cattedrali nel deserto: i fallimenti delle riqualificazioni urbane

Le grandi città, storicamente, mettono in atto programmi di riqualificazione urbana, spesso in concomitanza con grandi eventi internazionali: basti pensare alla Darsena di Milano riqualificata in occasione dell’Expo 2015, oppure la trasformazione di interi quartieri solo con l’obiettivo di breve termine di ospitare i Giochi Olimpici, ai quattro angoli del mondo. Questo genere di edificazione e riqualificazione ha ricevuto, negli ultimi vent’anni, numerose critiche per l’insostenibilità di costruzioni che sono spesso diventate cattedrali nel deserto, non connesse al territorio e alle comunità circostanti. Fortunatamente, si va sempre più verso una costruzione di edifici che, esaurita la loro utilità temporanea, vengano adibiti a nuovi scopi, proprio per evitarne l’abbandono e, anzi, dar loro valore aggiunto con obiettivi di utilizzo successivi agli eventi internazionali. Allo stesso modo, talvolta alcuni progetti di riqualificazione di aree urbane vengono criticate di esser parte di processi e strategie di gentrificazione (gentrification) ben lontane dall’obiettivo sostenibile di maggiore inclusività dei centri urbani.

Dall’iniziativa pubblica alla creazione di ecosistemi virtuosi

I progetti di rigenerazione urbana nascono principalmente per iniziativa pubblica (di comuni, regioni, Unione Europea) con la partecipazione di soggetti privati e del Terzo Settore, che cooperano per disegnare soluzioni orientate – in maniera più o meno esplicita – al raggiungimento dell’undicesimo obiettivo di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (SDG 11: “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili”). Comuni e regioni lanciano periodicamente bandi o “call for projects” invitando gli esperti e gli innovatori a mettere insieme le varie competenze, con l’obiettivo di riqualificare zone abbandonate e (ri)metterle al servizio delle comunità. Architetti, ingegneri, sociologi e artisti (tanto per fare un brevissimo elenco delle molteplici competenze chiamate in causa) riprogettano e reinventano interi quartieri. L’obiettivo condiviso è riportare non solo la persona al centro dei luoghi in cui vive, ma anche la natura (il progetto “Prato Urban Jungle” è un esempio perfetto). Si creano così degli ecosistemi virtuosi, in cui professionisti con visioni e competenze diverse si uniscono, rimescolando e creando sistemi ibridi pubblico-privati con un proficuo coinvolgimento di istituzioni locali, imprese, enti del terzo settore e associazioni del territorio che, insieme, fanno innovazione sociale.

Dall'edilizia popolare al social housing: evento con Fondazione Housing Sociale Milano, Fondazione di Comunità di Messina, Homes4All
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